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In diligenza fino a Montepiano, traversai, giogo giogo, l’Appennino. Spesi, per tanto, un pomeriggio estivo  del vettural, di quell’aspra terra, serberò la memoria quanto vivo."
"U. Saba"

Il confine settentrionale della provincia di Prato, la conca di Montepiano segna il confine tra le due regioni di Toscana e Emilia Romagna e diventa lo spartiacque tra il Bacino del Setta, affluente del Reno, il fiume di Bologna, e il Bacino del Bisenzio, affluente dell’Arno, principale fiume di Firenze. Sull’Appennino vestito di faggi e di castagni, il passo di Montepiano anche agli antichi apparve il più basso e il più comodo da valicare, a 700 metri di quota. Se ne accorsero già gli Etruschi (IV secolo a.C.) che qui transitarono, lungo la strada di Mezzacosta della Calvana, in direzione di Misa (Marzabotto) e, dopo di loro, anche i Romani: la voce popolare ed alcuni studiosi parlano di ritrovamenti di monete e altre suppellettili.

Montepiano fu conosciuta per le sue sorgenti perenni che hanno acquisito nel tempo nomi pittoreschi: la Fonte al Canale, sopra Risubbiani, la Fonte dello Zurlo, poco a nord del paese, la Sorgente del Nespolo, sopra il pecorile, fino a quella Fonte del Romito, con il caratteristico scoglio della cosiddetta Fonte della Fame, che è intimamente legata alla storia di questa località. Ancora oggi l’acqua di queste fonti rappresenta un elemento fondamentale e unico per accrescere le qualità dei prodotti alimentari di questi luoghi.

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Qui si rifugiò il Beato Pietro, fondatore della Badia di Montepiano, il più antico insediamento del paese, monastero le cui origini risalgono al XI secolo e sopravvissuto sino ai giorni nostri. Col passare del tempo, Montepiano divenne una delle località turistiche più rinomate e più frequentate della Toscana.

Nel 1892, grazie al nuovo tratto di strada che collegava il paese alla città e al lavoro del Cavalier Galletti che progettò il villaggio turistico con lo Chalet del Villeggiante e campi da tennis, erano giunti a Montepiano 500 villeggianti.

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Eleganti ville ottocentesche testimoniano ancora ai giorni nostri lo stile dei soggiorni di un tempo: Villa Sperling, la Delfiniana, la Colonia Gualtieri, Torre Alpina, Villa Bega, l’asilo Maria Virgo Carmeli e le più isolate villa Puccini, villa Indiana, villa Galletti.

Con questa presenza di famiglie nobiliari e grazie a questa ricchezza di storia, le popolazioni di Montepiano hanno potute apprendere e tramandare di generazione in generazione le antiche ricette toscane e la cultura gastronomica che oggi ricreiamo per tutti i consumatori nei prodotti di "Montepiano – la casa dei sapori fra Bologna e Firenze"